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Effetti collaterali del trapianto capelli

Effetti collaterali del trapianto capelliAnche il trapianto dei capelli può presentare effetti collaterali indesiderati. La tecnica Micro FUE – essendo molto meno invasiva e cruenta – ha meno effetti collaterali minori e meno frequenti. Per effetto collaterale si intende l’effetto indesiderato causato dall’attività medica finalizzata all’ottenimento del effetto desiderato. L’ avverarsi di un effetto collaterale viene chiamata anche complicanza.

In tutti gli interventi chirurgici  si possono verificare complicanze. La probabilità e le caratteristiche delle complicanze stesse dipendono da molti fattori ( tecnica impiegata, la scelta del paziente, l’esperienza del chirurgo, l’ambiente operatorio, l’assistenza anestesiologica, ecc). In questo capitolo illustriamo le complicanze generali della chirurgia estetica dei capelli. Molte degli effetti collaterali non sono applicabili alla tecnica Micro FUE di trapianto capelli a singole unità follicolari perché questa tecnica non prevede incisioni e cicatrici.

La nostra esperienza quasi trentennale ed il desiderio di migliorare sempre la qualità del nostro servizio riducono in maniera importante l’incidenza delle complicanze. Il trapianto capelli HSD è sicuro e presenta un modesto tasso di complicanze.

Complicanze dovute alla programmazione

Aspettative non realistiche

La corretta visita specialistica pre operatoria è fondamentale per verificare se le aspettative del paziente sono realistiche in relazione al tipo di calvizie e zona donatrice disponibile. Il chirurgo deve illustrare in maniera esaustiva il risultato atteso e verificare se è compatibile con quanto il paziente desidera ottenere.
Anche l’intervento realizzato con massima perizia non potrà soddisfare le attese non realistiche. Ricordiamo che il trapianto capelli non aumento il numero di capelli in testa ma trasferisce alcuni capelli da una zona donatrice a una zona ricevente.

Quando la zona donatrice è densa di capelli adatti al trapianto e la zona interessata al rinfoltimento è limitata, il risultato atteso sarà molto buono. Se invece la zona donatrice è meno ricca oppure quella ricevente è troppo estesa il risultato potrebbe essere meno gradevole. In questi casi il paziente dovrà decidere se il risultato atteso sia soggettivamente soddisfacente.

Ottimi i risultati ma aspettative realistiche: La tecnica HSD è davvero molto raffinata e mini invasiva. I risultati sono sorprendenti sia per quanto riguarda il rinfoltimento sia per il fatto di non lasciare cicatrici di nessun tipo. Comunque va ricordato che si tratta dello spostamento di capelli da una zona della testa ad un’altra e quindi con risorse limitate (capelli della zona donatrice). Il candidato paziente deve essere portatore di aspettative realistiche e a tale scopo è invitato a prendere visione delle foto prima e dopo.

Inadeguata selezione del paziente

In genere la zona donatrice migliore si trova nella parte posteriore e laterale della testa. La cicatrice eseguita per l’asportazione del lembo da sezionare (nella tecnica che lo prevede) dovrebbe esse collocata in posizione corretta. Nono alta e non bassa.  L’ escissione del cuoio capelluto deve inoltre residuare una cicatrice orizzontale. Se questa dovesse essere obliqua renderà problematiche eventuali ulteriori sedute.

Perdita continua di capelli

L’ eventuale progressiva perdita di capelli può vanificare i buoni risultati ottenuti dal trapianto. I capelli trapiantati non sono soggetti alla caduta. Se quelli nativi – tipicamente posizionati dietro quelli trapiantati – cadono, il risultato sarà meno gradevole. Il chirurgo dovrà tenere in considerazione questa eventualità discutendone con il paziente. Terapie cliniche a base di finasteride sono adatte a prevenire l’ulteriore perdita ma sono soggette a effetti collaterali. Da preferire in questo caso la terapia laser LLLT.

Una nuova terapia chiamata PRP (Plasma Ricco di Piastrine) viene impiegata nel trattamento della perdita dei capelli. La stessa – basata sul meccanismo naturale di rigenerazione delle piastrine – ottiene risultati entusiasmanti.

Scorretto posizionamento della cicatrice nella sede donatrice (solo FUT)

In genere la zona donatrice migliore si trova nella parte posteriore e laterale della testa. La cicatrice eseguita per l’asportazione del lembo da sezionare (nella tecnica che lo prevede) dovrebbe esse collocata in posizione corretta. Nono alta e non bassa.  L’ escissione del cuoio capelluto deve inoltre residuare una cicatrice orizzontale. Se questa dovesse essere obliqua renderà problematiche eventuali ulteriori sedute.

Anomala direzione dei capelli

I capelli impiantati nell’area donatrice devono essere inseriti con direzione e angolo di uscita similari a quelli dei capelli nativi. Le unità follicolari dovrebbero avere un fusto lungo 1-2 mm in modo da poter agevolmente controllare la corretta angolazione e direzione. Chirurghi inesperti potrebbero impiantare l’ unità follicolare a testa in giù.

Principalmente nella tecnica di prelievo a singole unità follicolari può essere difficoltoso individuare il verso dei follicoli. Le unità follicolare (principalmente quelle monobulbare) possono essere talmente minuscole da non permettere immediatamente il riconoscimento del verso (sopra sotto). Una buona dose di esperienza e di attenzione renderanno questa complicanza statisticamente poco rilevante.

Quando l’unità follicolare viene impiantata nel verso errato, non solo il capello non crescerà, ma molto probabilmente formerà una ciste. Normalmente la complicanza trova soluzione spontaneamente nell’arco di qualche settimana. Evidentemente se la quantità di capelli impiantati nel verso sbagliato è rilevante si avrà una crescita ridotta ed un risultato mediocre.

Effetti collaterali legati alla tecnica di trapianto capelli

Dolore

Per ridurre lo stress chirurgico è fondamentale creare un ambiente tranquillo e sereno. La professionalità del chirurgo, dell’anestesista e di tutto l’equipe si riflettono nel paziente e nel grado d’ansia dello stesso. Untrapianto di capelli di qualità dovrebbe prevedere la somministrazione di qualche sedativo in grado di abbassare la soglia di vigilanza. L’anestesia della chirurgia dei capelli è locale. L’infiltrazione dell’ anestetico nel cuoio capelluto può provocare intenso dolore. Sarà compito dell’anestesista con provata esperienza nel campo mettere in atto un protocollo che riduca il dolore in questa fase. L’anestetico dovrà essere accompagnato da adrenalina per provocare una lieve vasocostrizione nella zona operata.

Tutti gli interventi di trapianto capelli eseguiti nella nostra clinica avvengono con l’assistenza di un anestesista esperto. E’ compito di questo professionista modulare il mix di anestetico locale, sedazione chirurgica e vasocostrizione in maniera tale a rendere l’intervento il più confortevole possibile. In una chirurgia moderna il dolore può e deve essere controllato e gestito.

Sanguinamento e “popping”

Pazienti con maggiore tendenza al sanguinamento possono essere soggetti al cosidetto “pipping”. In tale caso gli innesti saltano fuori spinti dal sangue (“popping”). In questi casi la corretta gestione della vasocostrizione sarà cruciale. L’anestesista esperto dovrà controllare questa complicanza regolando la tumescenza.

Effetti collaterali sull’area donatrice

Effluvium

Con la tecnica Micro FUE di trapianto capelli, l’effetto collaterale dell’effluvium è estremamente poco probabile e statisticamente irrilevante. Comunque per completezza d’informazione anche generale in merito al trapianto capelli, la complicanza viene qui di seguito descritta. Nella zona donatrice è possibile assistere ad una anomala caduta dei capelli. Quelli in fase anagen sono soggetti a caduta probabilmente a causa di una temporanea mancanza di ossigeno durante il trapianto. Questa complicanza ha una certa frequenza con la tecnica dell’escissione del cuoio capelluto perchè presenta un grado d’invasività maggiore e può danneggiare vasi sanguigni maggiori. La caduta di capelli sarà evidente 2-3 settimane dopo l’intervento e la ricrescita comparirà contemporaneamente alla crescita dei capelli trapiantati a circa 90 giorni di distanza. Il sollevamento del cuoio capelluto con l’infiltrazione di soluzione fisiologica riduce il rischio di effluvium severo.

Infezione

Le infezioni a seguito di un trapianto di capelli sono molto rare e possono avvenire solo in presenza di condizioni favorenti. Pazienti immunodepressi sono maggiormente soggetti ad infezioni. Nella tecnica con escissione del lembo, l’eccessivo trazione può comportare qualche problema.
Non occorre sottolineare che tutti gli interventi chirurgici devono essere realizzati in sale operatorie sanificate con strumentazione sterile. Il personale dovrebbe essere vestito con indumenti sterili. È opportuno valutare l’opportunità di una copertura antibiotica post operatoria.

Deiscenza

È una complicanza rarissima dovuta a una inadeguata tecnica chirurgica con escissione di cuoio capelluto in cui i lembi della ferita si sono introflessi l’uno sull’altro  con conseguente unione epidermide-epidermide anziché derma-derma. La deiscenza può anche comparire anche in caso di eccessiva tensione della sutura, infezione e necrosi.

Necrosi

La necrosi cutanea è una complicanza possibile quando ci si sottopone al trapianto capelli. Tale condizione avversa è maggiormente probabile quando si esegue l’intervento con l’escissione del cuoio capelluto (FUT – follicular unit transplant) perché tale tecnica comporta lunghe incisioni che necessariamente interrompono il normale flusso sanguigno e che possono quindi lasciare aree della testa senza una adeguata irrorazione di sangue. Tale procedura prevede inoltre uno scollamento del cuoio capelluto e la trazione dello stesso allo scopo di avvicinare i lembi cutanei.

Quando invece si esegue la tecnica Micro FUE, il danno alla circolazione sanguigna è praticamente nullo. Non si fanno poi scollamenti e nemmeno trazioni cutanee. Conseguentemente le condizioni che favoriscono questa effetto collaterale del trapianto capelli non sono presenti. Nella nostra casistica questa complicanza non è presente.

Ipersensibilità o ipersensibilità cutanea

L’escissione del lembo del cuoio capelluto comporta il rischio di sezionamento dei nervi occipitali con la conseguente permanente insensibilità cutanea della zona. Questo rischio non è presente con la tecnica HSD che preleva le singole unità follicolari senza produrre incisioni. Un lieve e temporaneo intorpidimento è normale. Questo è dovuto al sezionamento di fibre nervose superficiali.

Cicatrici indesiderate

Nell’intervento di trapianto di capelli con tecnica di escissione del cuoio capelluto è molto importante avvicinare i lembi con dolcezza. L’eccessiva trazione dei lembi produrrà una cicatrice normalmente ipertrofica. L’avvicinamento dei lembi senza eccessiva trazione rottura invece una cicatrice lineare ed il più delle volte sottile. Pazienti particolarmente soggetti a cicatrizzazione ipertrofica dovrebbero comunque preferire la tecnica di trapianto ad estrazione delle singole unità follicolari senza incisioni.

Si ricorda inoltre che il pazienti di colore sono maggiormente soggetti alla cicatrizzazione cheloide. In caso di sospetto sarà opportuno verificare con un testo chirurgico se il paziente sia soggetto a pale complicanza.

La tecnica di trapianto capelli HSD è caratterizzata per l’ assenza totale di cicatrici sia nella zona donatrice che in quella ricevente. Ciò rende il risultato dell’ intervento molto più soddisfacente e essente da complicanze chirurgiche dell’ escissione del cuoio capelluto.

Effetti collaterali sull’area ricevente

Edema ed ecchimosi frontali

Tutti gli interventi chirurgici producono edemi ed ecchimosi. Il trapianto capelli non è caratterizzato da eccessiva produzione di gonfiore ed ecchimosi. Nel caso di trapianto della zona frontale è possibile la comparsa di ecchimosi che vengono riassorbiti in 3 o 4 giorni. La complicanza in questione è maggiormente probabile nei pazienti che non rispettano il riposo post operatorio prescritto. l’edema postoperatorio potrà essere controllato dall’impiego di fasciature complessive a turbante.

Effluvium chirurgico

Il trauma chirurgico può in alcuni pazienti generare il cosiddetto effluvium chirurgico, cioè la caduta dei capelli nella zona ricevente. Questa complicanza e più frequente nelle pazienti donne in quanto la calvizie femminile si presenta come un diradamento generalizzato con la presenza di capelli nativi. Normalmente i capelli caduti a seguito del effluvium chirurgico ricrescono dopo tre mesi. Trattandosi di capelli della zona ricevente probabilmente deboli è possibile che ricrescano più sottili e ipopigmentati. Ciò renderà il risultato dell’intervento meno efficace. Per questo motivo il chirurgo d’esperienza cercherà di ridurre il meno possibile il trauma operatorio riducendo anche la densità di impianto dei follicoli.
Nel caso in cui si verifichi questa complicanza sarà opportuna una terapia clinica a base di finasteride o con il laser LLLT.

Cisti, pustole, foruncoli e follicolite

Il verificarsi di questa complicanza è legato all’innesto di unità follicolari in direzione errata oppure all’ impianto delle stesse troppo in profondità affondando l’epidermide. Un’altra probabile causa della recisione di capelli durante la formazione della sede ricevente. Fortunatamente questa complicanza guarisce spontaneamente ma può rallentare temporaneamente la ricrescita dei capelli trapiantati.

Irregolarità della superficie cutanea (“pitting” e ”tenting”)

Questa complicanza è dovuta al non perfetto allineamento tissutale dell’unità follicolare in relazione alla superficie del cuoio capelluto. Se l’epidermide risulterà infossata nel punto in cui fuoriesce i capello impiantato (pitting) probabilmente l’unità follicolare è stata inserita eccessivamente. Se invece in corrispondenza della fuoriuscita del capello si viene a formare un piccola sporgenza a forma di tenda (tenting) probabilmente l’innesto dell’unità follicolare non è stato sufficiente. Questa complicanza e difficilmente controllabile perché è dovuta a un dislivello talmente piccolo da non compromettere la vitalità del capello. Il chirurgo d’esperienza dovrà sviluppare la sensibilità necessaria per non incorrere nella circostanza se non in maniera isolata. Questa complicanza deve essere accuratamente evitata principalmente nella zona dell’attaccatura.

Scarsa crescita

La scarsa ricrescita dei capelli può essere apparente o reale: in pazienti con capelli molto sottili si può avere una sensazione di scarsa ricrescita. In questi soggetti è consigliabile utilizzare unità follicolari leggermente maggiori riservando quelle piccole esclusivamente per la linea frontale.

La tecnica di trapianto capelli HSD è mininvasiva ed ottiene una percentuale di ricrescita superiore al 95%. Per evitare che la ricrescita abbia una percentuale deludente è necessario sorvegliare ogni fase dell’intervento in maniera tale da evitare danni ai follicoli.

Per evitare che la scarsa crescita sia dovuta ad un errato comportamento del paziente il nostro protocollo prevede una fasciatura complessiva della testa in maniera tale da evitare che il soggetto inavvertitamente possa far cadere gli innesti. Dopo la rimozione di questa fasciatura il paziente comunque dovrà evitare di grattare, pettinarsi o sfregarsi la testa in maniera vivace.

Altre volte la scarsa ricrescita può essere dovuta al fatto che – essendosi verificato un effluvium chirurgico – capelli nativi caduti tardino a ricrescere. In questo caso sarà opportuno aspettare 12 mesi per verificare se la ridotta ricrescita ha questa causa.

Ispessimento cutaneo (“ridging”) e, cicatrizzazione ipertrofica

Dopo il trapianto capelli, a livello dell’attaccatura ed entro 1-2 cm da essa, si può osservare la comparsa di un ispessimento cutaneo o “ridging”. Questa complicanza si verifica nel caso in cui la tecnica impiegata preveda innesti a isola con un diametro superiore a 4 mm. L’aumento dello spessore è dovuta alla produzione  di eccessivo tessuto cicatriziale. La complicanza può essere corretta con iniezioni di steroidi ed eventuali impianti di unità follicolari attorno alle isole.

Infezioni

Le infezioni in pazienti sottoposti al trapianto dei capelli sono un evento molto poco probabile. Se l’intervento è avvenuto in sala operatoria e rispettando i protocolli chirurgici di sterilità, l’eventuale infezione potrà essere dovuta esclusivamente a specifiche condizioni del paziente (immunodepressione, diabete, iperidrosi, scarsa igiene post operatoria. Una copertura post operatoria di antibiotici può essere opportuna questo problema.

Necrosi

La necrosi nella zona ricevente è molto rara e può verificarsi quando la densità di impianto e troppo elevata e quindi provoca un trauma chirurgico eccessivo. Statisticamente è più frequente questa complicanza nella sommità della testa in quanto le cicatrici post-chirurgiche possono ostacolare la vascolarizzazione. Fortunatamente il cuoio capelluto è irrorato da una ricca rete di vasi sanguigni.

Necrosi da pressione

Una prolungata ed eccessiva pressione applicata al cuoio capelluto può generare una  alopecia permanente, detta anche “necrosi da pressione”. Le cause di questa complicanza possono essere numerosissime. La più frequente è rappresentata dall’uso di parrucche con nastri adesivi  e dispositivi di chiusura che premono insistentemente su una particolare zona del cuoio capelluto. Praticamente impossibile e invece la necrosi dovuta alla pressione sulla testa correlata all’anestesia prolungata.

Micro FUE, minimi effetti collaterali con la tecnica di trapianto capelli HSD

La procedura esclusiva della HSD ha un grado di invasività bassissimo. Gli effetti collaterali di questa innovativa tecnica di trapianto sono meno rilevanti e molto meno frequenti della tecnica FUE e FUT. Gli effetti indesiderati si risolvono – nella maggioranza dei casi – nell’arco di qualche giorno senza conseguenze permanenti di alcun tipo.

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