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Trapianto capelli: Revisione secondaria

Revisione secondaria

La storia della chirurgia estetica dei capelli mostra progressivi sviluppi nella tecnica operatoria. La tecnica HSD a singole unità follicolari rappresenta l’ attuale stato dellì arte in chirurgia tricologica. I pazienti che si sono operati negli anni passati con tecniche grossolane (e che ancora oggi vengono attuate) hanno ottenuto risultati molto scarsi dal punto di vista tecnico e necessitano di urgente revisione.

Le caratteristiche tipiche di questi interventi sono:

  1. effetto bambola
  2. densità eccessiva (isola)
  3. cicatrice in zona donatrice (lunga e larga)
  4. attaccatura innaturale

Il paziente candidato al trapianto di capelli secondario deve possedere comunque una discreta zona donatrice. In assenza della stessa quasi ogni miglioramento è precluso. Risulta cruciale che il soggetto sia portatore di un’ aspettativa realistica che normalmente si traduce nel rendere più naturale l’effetto estetico.

Le caratteristiche negative indicate devono essere risolte attraverso diverse manovre chirurgiche tese a mimetizzare il precedente operato chirurgico. In particolare si tratta di rinfoltire gli spazi lasciati liberi tra un’isole e l’altra, eventualmente ridurre la densità delle isole stesse prelevando una unità follicolare e spostandola di qualche millimetro, ridurre chirurgicamente la cicatrice e/o impiantare follicoli sulla stessa e finalmente creare una attaccatura dei capelli con andamento e forma naturale.

I risultati ottenibile con il trapianto capelli secondario sono di norma soddisfacenti tenuto conto della situazione compromessa e premessa l’aspettativa realistica del candidato.

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