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Il Candidato Ottimale Del Trapianto Capelli

Il candidato ottimale del trapianto capelli

Chi è il candidato ottimale per la tecnica Micro FUE?

Nonostante l’ evoluzione della tecnica chirurgica del trapianto capelli, la drastica riduzione delle complicanze e l’aumento negli anni della soddisfazione dei pazienti sottoposti a questa procedura, questa chirurgia non è per tutti. E farla nel paziente non adatto è fonte di frustrazione ed insoddisfazione.

Vediamo le caratteristiche che il soggetto che si avvicina alla chirurgia tricologica deve presentare per ritenersi un buon candidato. La spiegazione a seguito prende ovviamente in considerazione la tecnica di trapianto capelli Micro FUE  che è caratterizzata dal prelievo sezionale dalla zona donatrice delle singole unità follicolari e dal suo successivo impianto nella zona ricevente. Tale azione avviene quindi senza tagli e conseguentemente senza cicatrici.

Premessa

Il paziente ottimale – per definizione estrema – è quello che sarà soddisfatto dal risultato ottenuto anche dopo anni. La bontà della procedura è valutata misurando il grado di soddisfazione. Questo fattore è senz’altro la risultante delle aspettative del paziente, della situazione precedente e della tecnica operatoria  (che nel nostro caso è quella HSD).

La prima condizione base per proporsi candidato ottimale al trapianto capelli è quella di avere uno stato di salute buono e non soffrire patologie che possano inficiare l’intervento, la guarigione o il risultato. Essendo la tecnica minimamente invasiva ed eseguita in anestesia locale, il criterio di esclusione per lievi problemi di salute è meno stringente rispetto alla chirurgia estetica maggiore.

Quindi i fattori del paziente ottimale specifici per il trapianto sono:

  1. Grado di calvizie
  2. Densità e superficie della zona donatrice
  3. Caratteristiche specifiche del follicolo e del cuoio capelluto
  4. Grado d’ aspettativa sul risultato
  5. Maturità del paziente

Grado di calvizie

Il rapporto tra grado di calvizie è inversamente proporzionale alla disponibilità follicolare della zona donatrice. Più ampia è la calvizie, minore è la zona donatrice e meno adatto diventa il candidato paziente. Questo semplice algoritmo è molto stringente con la tecnica FUE perché questa prevede l’espianto dell’intera singola unità follicolare e quindi riduce la densità dei capelli della zona donatrice. Con la tecnica sezionale d’espianto della tecnica Micro FUE, la zona donatrice viene prevalentemente conservata e quindi si può procedere con un maggior numero d’espianti senza depauperare marcatamente tale area. Va comunque gestito con parsimonia la fase d’espianto per conservare l’aspetto della zona donatrice.

Densità e superficie della zona donatrice

Questo fattore è collegato con quello precedente. La densità e la superficie della zona donatrice determinano la quantità di follicoli trapiantabili. Se questi sono in numero troppo limitato per rinfoltire in maniera accettabile la zona interessata, si dovrà rinunciare all’ intervento.

Caratteristiche specifiche del follicolo e del cuoio capelluto

Se il cuoio capelluto presenta patologie dermatologiche, è possibile che il trapianto non sia realizzabile. La visita medica verificherà le condizioni del cuoi capelluto per confermare o meno la realizzabilità tecnica.
Alcune caratteristiche del follicolo rendono l’intervento più complesso fino a renderlo addirittura impossibile. I capelli ricci sono curvati non solo dopo che spuntano dalla pelle ma anche in profondità. L’ estrazione a singole unità follicolari è molto più complessa fino a diventare estremamente difficile nei pazienti di colore.
Un’altra difficoltà è rappresentata dai capelli estremamente fini. L’ estrazione è più complessa e la gestione del trapianto meno agevole.

Grado d’ aspettativa sul risultato

Questo è un fattore molto importante in quanto anche un trapianto “semplice” con sufficienti follicoli da trapiantare può diventare sconsigliato se il paziente presenta un grado irrealistico d’aspettativa. Essendo che la chirurgia tricologica sposta i capelli presenti sul cuoio capelluto senza aumentare il loro numero, deve essere chiaro, ad esempio, che se da un lato aumentano, da un altro diminuiranno. Il paziente deve inoltre essere consapevole che se la zona calva ha una dimensione rilevante, la densità ottenibile non potrà essere similare a quella naturale. Ovviamente si dovrà puntare ad un risultato che ottenga comunque un aspetto efficace anche se diradato.

Maturità del paziente

Questo tipo di chirurgia ha un nome nella realtà sbagliato. Il suo nome vero dovrebbe essere trapianto di follicoli. La tecnica prevede l’estrazione delle unità follicolari (senza capello) e l’impianto delle stesse. Immediatamente dopo l’intervento il paziente non avrà i capelli “pronti all’ uso”. Bisognerà aspettare i tempi naturali di ricrescita che di solito sono 2 o 3 mesi. Le unità follicolari trapiantate subiscono una specie di shock chirurgico per cui possono ritardare l’inizio della ricrescita. Il paziente dovrà avere la maturità psicologica per attendere il risultato desiderato.
Infine, come ogni intervento chirurgico, il trapianto capelli è soggetto a rischi e complicanze. Il paziente dovrà conoscerle ed accettarle prima di decidere consapevolmente di operarsi.

Lungi dal voler spaventare il paziente che desidera migliorare la qualità della propria immagine con questa meravigliosa tecnica operatoria, abbiamo voluto solo chiarire che l’operazione è efficace ma non è per tutti.

Caratteristiche specifiche del follicolo e del cuoio capelluto

Se il cuoio capelluto presenta patologie dermatologiche, è possibile che il trapianto non sia realizzabile. La visita medica verificherà le condizioni del cuoi capelluto per confermare o meno la realizzabilità tecnica.
Alcune caratteristiche del follicolo rendono l’intervento più complesso fino a renderlo addirittura impossibile. I capelli ricci sono curvati non solo dopo che spuntano dalla pelle ma anche in profondità. L’ estrazione a singole unità follicolari è molto più complessa fino a diventare estremamente difficile nei pazienti di colore.
Un’altra difficoltà è rappresentata dai capelli estremamente fini. L’ estrazione è più complessa e la gestione del trapianto meno agevole.

 

Grado d’ aspettativa sul risultato

Questo è un fattore molto importante in quanto anche un trapianto “semplice” con sufficienti follicoli da trapiantare può diventare sconsigliato se il paziente presenta un grado irrealistico d’aspettativa. Essendo che la chirurgia tricologica sposta i capelli presenti sul cuoio capelluto senza aumentare il loro numero, deve essere chiaro, ad esempio, che se da un lato aumentano, da un altro diminuiranno. Il paziente deve inoltre essere consapevole che se la zona calva ha una dimensione rilevante, la densità ottenibile non potrà essere similare a quella naturale. Ovviamente si dovrà puntare ad un risultato che ottenga comunque un aspetto efficace anche se diradato.

 

Maturità del paziente

Questo tipo di chirurgia ha un nome nella realtà sbagliato. Il suo nome vero dovrebbe essere trapianto di follicoli. La tecnica prevede l’estrazione delle unità follicolari (senza capello) e l’impianto delle stesse. Immediatamente dopo l’intervento il paziente non avrà i capelli “pronti all’ uso”. Bisognerà aspettare i tempi naturali di ricrescita che di solito sono 2 o 3 mesi. Le unità follicolari trapiantate subiscono una specie di shock chirurgico per cui possono ritardare l’inizio della ricrescita. Il paziente dovrà avere la maturità psicologica per attendere il risultato desiderato.
Infine, come ogni intervento chirurgico, il trapianto capelli è soggetto a rischi e complicanze. Il paziente dovrà conoscerle ed accettarle prima di decidere consapevolmente di operarsi.

Lungi dal voler spaventare il paziente che desidera migliorare la qualità della propria immagine con questa meravigliosa tecnica operatoria, abbiamo voluto solo chiarire che l’operazione è efficace ma non è per tutti.

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