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II colore dei capelli

I capelli sono colorati dalla melanina prodotta nei melanociti presenti nella zona bulbare del pelo. Queste cellule pigmentogene sono collocate fra le cellule matrici, nella zona inferiore del bulbo, quella a contatto con la papilla pilifera. La produzione del pigmento melanico avviene, come per i melanociti epidermici, in appositi organuli intracellulari, i melanosomi, attraverso l’attivazione enzimatica e ossidativi della tirosina. Dopo la formazione di dopachinone possono formarsi o eumelanina o feomelanina. L’eumelanina è un pigmento di natura indolica di colore bruno; la feomelanina ha invece un colore che va dal giallo al rosso. Questa diversa tonalità è dovuta alla interazione del dopachinone con sostanze contenenti solfo quali la cisteina e il glutatione. A fianco delle feomelanina si ritrovano nei capelli anche altri pigmenti rossi, noti come tricocromi. Di norma i soggetti di popolazione caucasica sono dotati di eumelanina mentre i celtici presentano feomelanina e tricocromi ma sono possibili anche casi in cui i tre tipi di pigmenti coesistono; in questi la colorazione dei capelli presenta caratteristiche intermedie. I melanociti sono attivi solo durante la fase anagen mentre risultano inattivi nelle altre due fasi catagen e telogen del ciclo pilifero. Il processo di formazione della melanina segue un iter ben conosciuto: si formano dapprima le vescicole (i melanosomi); inizia poi, passando attraverso quattro successivi stadi di maturazione, la formazione di melanina. Il melanosomi viene poi espulso dal melanociti e secreto per citocrinia nei cheratinociti.

Questi si trasformano in corneociti e trascinano il pigmento melanico verso l’alto,man mano che il fusto cresce.La produzione di melanina nei peli non sembra dipendere dall’impatto con i raggi UV così come succede nell’epidermide ed a questo proposito le teorie circa la formazione dei melanosomi sono contrastanti fra loro. Nel pelo umano la melanina si concentra soprattutto in zona cortecciale. Nei soggetti caucasici l’eumelanina pigmenta intensamente i peli di bruno-nero mentre nei soggetti celtici che producono feomelanina il colore è sul biondo-fulvo. Quando sono presenti tricocromi i capelli appaiono fulvi. Nei capelli grigi sono presenti melanosomi più piccoli e più radi, mentre nei capelli bianchi i melanociti risultano inattivi. Gli albini possiedono melanociti ma, per cause genetiche, non sono in grado di avviare il processo di ossidazione della tirosina (assenza di attività tirosinasica). L’influenza genetica sul colore dei capelli è primaria. Nei mammiferi sono state individuate sei serie allomorfe denominate A, B, C, D, E, F. Altrettanta importanza assume l’MSH, l’ormone stimolante dei melanociti, così come gli estrogeni ed i progestinici possono scurire il colore dei capelli durante la gravidanza. Pare che la regolazione neuro-ormonale dei melanociti avvenga, attraverso il sistema del secondo messaggero, tramite l’AMP ciclico. Anche fenomeni fisici partecipano al colore dei capelli. La luce bianca è riflessa e rifratta dalle varie strutture del capello ognuna delle quali ha un suo proprio indice di rifrazione. Ad esempio la radice del capello appare più scura delle punte per un fenomeno fisico; le punte infatti sono meno compatte e l’aumentata distanza fra corteccia e cuticola crea interfacce che rifrangono la luce in modo diverso dalla parte radicale del capello.

 


Proprietà fisiche e chimiche dei capelli

Come per gran parte delle strutture fibrose, anche per il capello l'elemento basilare delle proprietà meccaniche è costituito dal diametro della fibra pilifera...
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