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Alopecia androgenetica cos’è

Il miglior modo per comprendere se i nostri capelli cadono a causa dell’alopecia androgenetica è conoscere questa condizione. Essa consiste in una progressiva miniaturizzazione del follicolo il quale, con il tempo, perdendo la propria condizione ideale porta il capello a perdere spessore, lunghezza e colore fino a divenire impalpabile. Questa situazione sfocia in un diradamento dei capelli e nei casi più gravi nella calvizie. Il punto in cui avviene lo sfoltimento dei capelli e l’estensione dell’area coinvolta determinano la gravità della situazione e per capire lo stadio di alopecia androgenetica  si utilizza la scala di Hamilton-Nordwood.

L’alopecia androgenetica non è una malattia e non è associabile ad altre patologie, essa può manifestarsi sia negli uomini che nelle donne, anche se quest’ultime ne sono coinvolte in maniera assai minore, e la sua presenza è strettamente connessa agli ormoni maschili e al codice genetico.

Secondo le recenti teorie infatti la spiegazione di tale manifestazione che colpisce i follicoli situati sul cuoio capelluto sarebbe interamente spiegata dal nome stesso:

  • alopecia: deriva dal termine greco alopex ossia “volpe” un mammifero che due volte l’anno perde interamente il proprio pelo per eseguirne la muta
  • androgenetica: parola composta dai termini greci andro che significa “uomo” e genetica che in greco vuol dire “relativo alla nascita”.

Complici androgeni e genetica

La presenza di ormoni maschili sarebbe dunque necessaria affinché l’alopecia androgenetica possa dare avvio alla sua azione progressiva. Vi è inoltre un altro elemento indispensabile ossia una predisposizione genetica che si è visto essere di tipo ereditario. Nello specifico il follicolo di una persona che nel suo DNA ha inscritta l’alopecia androgenetica reagisce in maniera errata ad un enzima (alfa 5 reduttasi) secreto dal follicolo stesso nel tentativo di trasformare il testosterone (ormone androgeno) in diidrotestosterone. La normale reazione chimica operata dall’enzima tuttavia finisce con ritorcersi contro il follicolo stesso che si trova coinvolto in un processo di miniaturizzazione. Il capello perde in questo modo il suo nutrimento e la sua struttura e nel corso del tempo diviene più sottile, corto e senza colore. Questa progressione può sfociare nella calvizie, ma l’alopecia non ne è un sinonimo. Se si osserva un ingrandimento di una testa prima e dopo che abbia manifestato l’alopecia androgenetica si noterà che il numero di capelli rimane invariato, nella seconda immagine tuttavia la folta chioma si sarà trasformata in una sottilissima e chiara lanuggine poco percettibile a vista e tatto.

Ciò che manca da scoprire alla ricerca scientifica è quale sia, o quali siano, i geni responsabili dell’alopecia androgenetica. Ecco perché al momento non è possibile alcuna cura per tale condizione. Esistono tuttavia alcuni trattamenti di tipo farmacologico che possono arrestare temporaneamente il diradamento, ma che se sospesi perderanno la propria azione. Attualmente l’unico rimedio per eliminare la mancanza di capelli è di tipo chirurgico e le innovative tecniche di autotrapianto risultano essere il metodo più efficace per recuperare la propria chioma. Tuttavia anche la chirurgia, sebbene rimedi ai “danni” provocati dall’alopecia androgenetica non può eliminarla ed essendo tale condizione di tipo progressivo nel corso degli anni potrebbe essere necessario sottoporsi ad un secondo intervento chirurgico su eventuali nuove zone interessate dal diradamento.

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