Il primo consiglio per chi sta optando per un trapianto di
capelli è uno sguardo attento al proprio cuoio capelluto:
saranno fondamentali alcune valutazioni che il paziente potrà
fare da sé con un’auto osservazione.
Il nostro fine è di
non creare false attese in chi programma un trapianto; inoltre,
grazie a queste semplici linee guida, ciascuno potrà valutare
se è un candidato ideale per un trapianto di capelli e avere
un’idea a grandi linee sul tipo di esito potrebbe essere prospettabile.
Quanti anni hai?
Non esiste un parametro di base.
Il primo fattore è sicuramente il "quanto sono a disagio"
indipendentemente degli anni. Ovviamente ci sono fattori oggettivi da considerare.
Infatti con un trapianto di capelli, purtroppo la calvizie non si arresta.
Bisogna perciò valutare che, anche se le unità follicolari
innestate non saranno soggetti caduta perché provengono
da un’altra zona, non è così per gli altri capelli
che si trovano naturalmente in zone a rischio di diradamento. Perciò, onde
evitare che in capo a pochi anni l’esito estetico sia peggiore della
calvizie stessa, chi si rivolge al trapianto in giovane età dovrà
valutare un intervento il più possibile di stampo conservativo.
Inoltre sarà bene che entri nell’ordine d’idee di dover
ripetere alcune sedute nel corso della vita per ritoccare e ottimizzare i
risultati peggiorati da un’ulteriore perdita dei capelli. Leggermente
differente è il discorso per chi ha varcato la soglia dei 45 anni.
In un viso di mezza età non stona una linea d’attaccatura dei
capelli leggermente arretrata e probabilmente, se la calvizie non è
insorta in età giovanile, gli esiti del rinfoltimento saranno visibili
per oltre 15 anni.
Com’è la qualità del capello? (grosso, sottile,
liscio, riccio, scuro…).
Da punto di vista chirurgico i capelli grossi sono migliore “materia prima” per l’intervento. Normalmente i capelli della zona posteriore sono più grossi di quelli nella zona anteriore. Infatti questi vengono impiegati ancheper il trapianto di sopracciglie.
Com’è la densità media dei capelli?
Se la zona donatrice ha una folta presenza di follicoli attivi, ci sono maggiori
probabilità del successo dell’intervento. In caso contrario, è
bene avere aspettative realistiche. Se infatti la zona donatrice si rivela povera
di bulbi piliferi, il rinfoltimento sarà moderato e potranno al massimo
essere corrette alcune dismorfie come la linea di demarcazione (attaccatura dei capelli)
e il rinfoltimento modesto delle aree glabre.
Come è fatta la linea dell’attaccatura dei capelli?
È ancora presente o l’area calva arriva fino alla sommità del capo? Bisogna valutare il fatto che il trapianto di capelli non crea nuovi follicoli, ma “sposta” chirurgicamente quelli già esistenti in modo da coprire zone eccessivamente diradate. Per fare ciò, si studia il disegno d’intervento più adatto da dare anche un effetto ottico di capelli folti e perciò viene ridisegnata la linea di attaccatura (o demarcazione) che sarà di densità leggermente maggiore di follicoli rispetto alla sommità del capo.