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Le considerazioni che facciamo qui di seguito sono relative alla tecnica HSD senza cicatrici e a singole unità follicolari. Ciò influisce molto nell‘ individuazione dei casi in cui l’ intervento può essere consigliabile.  Ci sono molti parametri da prendere in considerazione che hanno effetti anche combinati tra di loro. Si tratta di tematiche squisitamente tecniche, valutazioni anatomiche e considerazioni psicologiche.

Trapianto capelli – Fattori tecnici

Cicatrice.- La tecnica HSD non prevede l’escissione (il taglio) del cuoio capelluto ma il prelievo di una singola unità follicolare alla volta. Non residua conseguentemente alcuna cicatrice ed è questo fattore che ha reso questa tecnica molto richiesta. Anche la richiesta di un piccolo semplice rinfoltimento è giustificata dal fatto di non dover tagliare il cuoio capelluto. La cicatrice residua con la tecnica tradizionale rende il risultato dell’ intervento meno apprezzabile.

Sopravvivenza capillare.- I capelli trapiantati iniziano a ricrescere dopo circa 90 giorni dall’ intervento. Ciò è vero se il follicolo non è stato danneggiato durante la procedura chirurgica. L’ eccessiva manipolazione dei tessuti follicolare della tecnica classica rende il tasso di sopravvivenza a volte troppo basso. Con la tecnica senza cicatrice l’ estrazione della singola unità follicolare rappresenta la fase delicata che richiede larga esperienza chirurgica e dedizione.

Età e perdita dei capelli.- Se il paziente è giovane e quindi si può prevedere che la perdita dei capelli continuerà ancora per qualche tempo, si dovrà decidere come affrontare il problema. Qual è l’età consigliata per il trapianto? Ci sono due filosofie  entrambe giustificabili ma con approccio contrapposto:

  1. Trapianto subito e terapia anti caduta
    Questo approccio sceglie di correggere immediatamente la calvizie per non subire il disagio psicologico tenendo comunque presente che l’ ulteriore caduta capillare va contrastata e che se si dovesse verificare un’ ulteriore perdita, si dovrà procedere con un intervento integrativi.
  2. Aspettare la conclusione della perdita per poi correggere
    Questo approccio è scelto da chi preferisce aspettare la conclusione della caduta dei capelli per avere il quadro definitivo della calvizie e – solo allora – procedere con il trapianto. In questo caso il soggetto dovrà subire per qualche tempo – anche anni – il disagio psicologico causato dal diradamento.

Trapianto capelli – Fattori anatomici

Buona zona donatrice.- Evidentemente per eseguire il trapianto de capelli è condizione indispensabile che sia presente una zona donatrice di superficie e densità adeguata dalla quale poter estrarre le unità follicolari. Questo fattore è assolutamente determinante per qualunque tipo di tecnica chirurgica. È anche importante la qualità dei capelli della zona donatrice. Se questi sono sottili o sono troppo ricci il lavoro chirurgico sarà più lento e complesso.

Congrua superficie da trapiantare.- Esistono diversi gradi di calvizie descritti dalla Scala di Norwood per gli uomini e dalla Scala di Ludwig per quella femminile. I gradi minori sono certamente più agevoli da trattare in quanto sono richiesti un minor numero di trasferimenti follicolari. Crescendo il grado di alopecia si potrà procedere  con un rinfoltimento con densità decrescente. L’ abilità del chirurgo in questi casi sta nella capacità di distribuire le unità follicolari in maniera strategica.

Trapianto capelli – Fattori psicologici

Grado di aspettativa.- La procedura chirurgica comporta il trasferimento delle unità follicolari da una parte all’ altra della testa. Non essendo la scienza ancora in grado di riprodurre i follicoli capillari partendo dalla cellule staminali oppure con tecniche di clonazione, il numero di capelli presenti dopo il trapianto sarà uguale al numero pre operatorio (escludendo eventuali perdite transchirurgiche). Il paziente deve attendersi un risultato realistico che tenga conto della bontà della zona donatrice e dell’ entità della superficie da rinfoltire. Chi ha aspettative irrealistiche non deve sottoporsi al trapianto.

Disagio psicologico.- Come tutti gli interventi di chirurgia estetica è necessario indagare sul movente del paziente per richiedere la procedura. Il paziente che soffre un disagio psicologico legato al diradamento capillari o alopecia è un buon candidato.  Chi desidera operarsi per soddisfare il desiderio di assomigliarsi a una celebrità piuttosto che piacere ad una certa persona può non essere una paziente ideale.